l'albero

Oggi qui è una giornata leggermente ventilata....
e così,nel silenzio dell'alitare lontano,
ho collocato temporalmente me....nell'infanzia...
quando nel paese dei miei sentivo frusciare il vento
e l'albero il grande albero d'ulivo al ciglio della strada agitarsi convulsamente...
e a quel ricordo ho avvertito una morsa al petto...
una morsa così familiare...
era la stessa provavo allora.
Ebbene sì,...per quanto celebri la mia infanzia...
mi rendo conto solo ora che sono stata sempre una bambina triste.
quel vento mi sventrava...
erano circa le 14 e aspettavo il ritorno di mamma da scuola dalla città...
io ero già in vacanza lei sarebbe andata a scuola a giugno...
e quel giugno era un'attesa.straziante.
mi mettevo dietro al balcone e aspettavo.
e quest'albero che troneggiava...
mi incupiva...
era forte ma fragile
era rumoroso ma delicato....
era il mio equilibrio che vacillava...
aspettavo con A.,la nostra nonnina...
non c'è più.
la casa del paese cade in pezzi...
i ricordi tramontano barcollando
ed io mi affaccio al giorno che viene come quell'albero senza nome...
unta di rimembranze
collane di solchi indistinguibili...
presa rapita assuefatta...
in ordine sparso...
tra gomitoli di cartapesta
in cui rannodo il passato
fin qui troppo (poco)presente...
come assaggio un primo assaggio...
e tutto intorno scuro....
e mi si gela il sangue....
e un nome è celato
ma non credo scordato...forse.
forse.
questa parola...forse....così scandita...
colloca il dubbio come presa di posizione...
balenante nell'immagine del delirio.
e penso.o non penso affatto.

Commenti

  1. Sei tu la bimba della foto? bellissima e dolcissima bimba dai riccioli chiari, tenera in attesa di mamma.
    Anch'io come te ho dentro i ricordi della mia infanzia un albero altissimo chiamato salice che vedevo dalla finestra della cucina, ogni volta che c'era il vento o il temporale mi incuteva timori e paure e nello stesso tempo lo amavo, quante volte mi sono seduta all'ombra dei suoi grandi rami a giocare...
    La tua scrittura come sempre mi impressiona, sei bravissima!
    Un forte abbraccio e buona domenica da Beatris

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  2. No..non sono io la bimba nella foto!:)))

    Grazie per i complimenti...è sempre tanto cara!!

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  3. Le giornate ventilate sono sempre un invito a tuffarsi nell'abbraccio del vento che soffia libero fra le vie della città...

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  4. Con questa poesia mi hai fatto riaffiorare ricordi....
    Anche io aspettavo mia mamma di ritorno dal lavoro, l'attendevo di sera, prima di cena, davanti alla finestra, aspettando di vedere la macchina grigia parcheggiarsi di fronte al cancelllo, accanto a quell'albero splendente. Mentre aspettavo chiedevo all'albero quanto tempo mancava affinchè lei tornasse..!

    :)

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  5. Anche a me il vento mette angoscia, benché non abbia dei reali ricordi angosciosi legati al vento. È più una sensazione di nervosismo che si insinua prima sotto le mani e poi si diffonde, diventando più pesante.
    Io non so se la mia infanzia sia stata felice. Spesso penso di sì, ricordo di essere stata una bambina diversa dalla donna che sono diventata, tendo a pensare al momento in cui mi sono ammalata di anoressia come ad uno spartiacque tra la mia fanciullesca serenità e l'adolescenza tormentata. Eppure già prima dei disturbi alimentari soffrivo di attacchi di panico, quindi forse ho solo idealizzato l'infanzia, ma non sono stata felice come penso.
    Ti abbraccio!

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  6. Santo Passato..
    Ma anche se idealizzassi la mia infanzia non mi piacerebbe comunque
    Mia madre che mi riempie di botte.. No non lo rivivrei mai. Io odio l'infanzia.

    come sempre arrivi dritta e trafiggi come una spada
    ti abbraccio

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  7. Mi piace molto quello che hai scritto, proprio a livello sintattico e lessicale.
    Ha tutta l'idea di una poesia, mi ha fatto pensare a Carducci!
    Anche io attendevo sempre mia madre che tornava da lavoro, ma mi mangiava già l'anima l'ansia, convinta come ero che non sapesse badare a sé stessa da sola.
    Ero già matta, sì.
    Baci.

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  8. Ho letto le tue stupende parole e poi i commenti di tutte sulla vostra infanzia. Non mi è venuta subito in mente la mia ( una bambina iperprotetta che tenevano sotto una campana di vetro senza alcun motivo) ma mi è venuto un pensiero su un mio eventuale futuro figlio o figlia, ad aspettare me che torno tardi dal lavoro. Poverino, chd madre che gli toccherà... Già mi vedo, vorrei tornare presto ma il lavoro mi assorbe, congressi di una settimana e lui o lei che piange perchè vuole la mamma, io lo amerei così tanto, ma lui non mi perdonerà l'assenza. Per questo ho paura di avere dei figli

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  9. Belle queste tue esternazioni, piene di poesia e di phatos....forse più che una bambina triste eri una bambina sola e spaesata. Capita spesso a quell'età di sentirsi fragili ed insicuri senza la compagnia rassicurante della madre...Poi si cresce e capita di portarsi appresso quella fragilità, forse per troppa sensibilità. Ciao mi è piaciuto molto quello che hai scritto, anche se questo tuo ricordo manifesta la nostalgia di quel tempo andato e un velo di tristezza..Un abbraccio a te, Stefania

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  10. inutile dirti che scrivi benissimo e sembra di essere li anche a chi legge... detto ciò, voglio ricordarti che se si chiama passato ci sarà un motivo. ok che vuoi studiarti nel profondo, ok che vuoi capirti ma non partire da troppo lontano... non farti giostrare dal cuore e dalla mente. molto spesso far riaffiorare ricordi troppo lontani non fa altro che male... pensa piuttosto a concentrarti solo sul tuo presente... insomma, carpe diem! stop

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  11. come sempre hai una profondità nello scrivere che è un qualcosa di unico... penso che gran parte di ciò che siamo oggi dipenda dalla nostra infanzia.... il nostro carattere, le nostre paure e i nostri sogni... ti mando un forte abbraccio!!

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  12. il vento... i ricordi... il passato... io vivevo di passato. Sono cambiata, un pò. credo. proprio come cambia il vento, forse.... quella foto mi ha fatto ripensare alla mia infanzia... bellissima fino agli 11 anni e poi un pò di buio che con il passare del tempo, con le mie sole forze ho combattuto, nascosto, sepolto, attenuato ma che come il vento gira, se ne va e poi ritorna... ritorna sempre. Ci vuole coraggio a cambiare, a decidersi a fare i passi decisivi e a volte farli significa staccarsi dal passato, andare avanti, anche controvento, contro tutti. Vorrei staccarmi dal passato, lasciare il passato nel passato, dov'è giusto che stia. Ma poi penso che senza il nostro passato non saremmo mai arrivati dove siamo in questo momento e in un certo qual modo ringrazio in parte il mio passato se non altro per avermi resa quella che sono ma anche per avermi fatto capire che si può cambiare e cercare la propria strada in ogni dannato o benedetto momento della nostra preziosa vita. Ti abbraccio.

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  13. Il tuo post mi ha fatto ricordare la mia, di infanzia, benché non abbiano alcuna somiglianza. Non ero una bambina triste, ma spaventata. Credo che la cosa di cui avessi più paura fossero i miei genitori, quindi non ricordo di aver mai aspettato trepidante il ritorno di mia madre. Questa paura, ancora non me la so spiegare, era un qualcosa di viscerale, in generale non avevo alcuna fiducia negli adulti, che non facevano altro che scavare nei tuoi pensieri, nella tua intimità, per poi chiudere il discorso dicendo "non va bene", "hai sbagliato".
    Voglio cambiare, e per farlo dovrei pretendere di dimenticare, forse. Dire a me stessa che ero solo io che vedevo cose che non c'erano.
    Quando siamo bambini ci sentiamo una cosa piccolissima e spesso di troppo, un peso per gli adulti. Questa sensazione non me la scrollerò mai, credo.
    Dannata infanzia.

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  14. L'angoscia dei ricordi, del ripensare a ciò che eravamo, a chi era con noi, a ciò che possedevamo e abbiamo perso; Il passato fa parte di noi...ma non dobbiamo scordarci che quello che viviamo ora è quello che un giorno sarà il nostro passato: possiamo arricchirlo, riempirlo di quelli che diventeranno bei ricordi, dobbiamo agire ora!

    Forza tesoro, ti stringo forte. <3

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  15. Bellissime parole che mi tocca il cuore.
    :)

    Un abbraccio, Flavia.

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  16. Grazie per commentarmi e sempre e darmi tanta forza :)
    Bellissime le tue parole, mi piace molto come scrivi e mi hai fatto ricordare dei momenti della mia infanzia
    Un abbraccio :*

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