21/06/15

sono un niente

Sono triste. NON riesco più a stare a dieta... io credo che per queste cose non valga una valida motivazione.si fa e basta. ma anche pescare motivazioni con me crollerebbero subito. sto precipitando. e rido mentre lo faccio.
 rido per inettitudine.
 rido per non piangere.
 rido per distrarmi.
 ascoltare musica triste predispone alla tristezza. un animo già 'disturbato'.
 piacere,ossequi.
non ho voglia di niente. ieri e stamattina ho avuto la febbre. ora la mia temperatura è di 34 gradi. ho sognato che ero una dea...sacra vestale di un antico rito. viaggiavo da
 un corpo a un altro... da un tempo all'altro...
 io che non rientro nel mio di corpo.
lui che non rientra in me.
è dietro l'angolo..affannoso urticante..il pensiero l'ombra... della MORTE.
piangere è un'utopia.. vorrebbe dire già qualcosa. a me che non so di niente. se non di grasso.
G-R-A-S-S-O. non mi tange questa definizione. non mi è di incentivo.
perchè? perchè.
 sono un non-essere una non-azione una non-passione una...mancanza.
 forse è questione di mancanze. anche di identità. quando non mi sentivo mi ripetevo il mio nome e cognome a voce alta per scandirmi per ritrovarmi.
ora mi confondo e perdo nel cibo. senza via d'uscita. via d'uscita...già..intento.
 per rabbia ,almeno!!!
 niente. non riesco nemmeno a disperarmi

16 commenti:

  1. Tesoro.. quanto ti capisco. Non sapere nemmeno chi si è, non sentire noi stesse tanto da avere la parvenza della non esistenza...

    Non mollare, ti sono vicina e ti abbraccio forte!

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  2. sii serena in merito alla dieta...quando si è sempre a regime controllato ci sono periodi in cui bisogna far pausa e lasciarsi andare al cibo...prendi una pausa, rallenta, non importa, prendi anche un paio di kg rilassati e poi dopo qualche settimana riprendi la dieta con serenità......
    esperienza vissuta con la tranquillità si ottengo buoni risultati.
    un salutone e un abbraccio

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  3. So' quello che si prova. Conosco la sensazione di smarrimento, con la tremenda voglia di ritrovarsi, di identificarsi. La paura, l'ansia terribile nel sentirsi "niente, nessuno"
    La necessità di trovare un appiglio per andare ancora più giù...
    Il cibo come unico sfogo...

    ...Ti stringo forte.
    Non c'è una soluzione unica e valida per chiunque provi tali sensazioni.
    Però ti suggerisco di distarti, togliti di casa, cambiati, vai in giro anche soltanto per camminare, per vedere la vetrina di un negozio, per andare alla posta, vai in mezzo alla natura, adotta un piccolo animaletto. Distrazione è la parole (forse) giusta per non focalizzarsis troppo sulle mancanze.

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  4. ciao mi dispace molto anche io mi sto lasciando andare, sempre alle abbuffate (davvero enormi) e sto anche avendo problemi fisicamente per il troppo cibo sto male sono a letto da giorni e ho perso il conto e il controllo , spero che presto starai meglio un abbraccio :)

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  5. Sei senza stimoli, cara. Nel bene e nel male questo porta una piattezza che a volte è quasi peggio del male in sé.
    Non sentire niente è peggio che stare male.

    Quando mi sento così mi aiutano solo gli animali e i libri, non posso contare su altro.

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  6. la tua amarezza coadiuva il tuo disagio, e così in un perpetuo che è anche un po' circolo vizioso... no, non ti aiuta e ti mortifica, riesci a guardare oltre?

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  7. "sono un non-essere una non-azione una non-passione una...mancanza."
    .
    E'una bella frase, mi ha fatto riflettere su me stessa...
    Ora mi sento anche particolarmente in colpa, sia dannato il giorno in cui ho messo quelle musiche e non sono più riuscita a toglierle ahah
    Comunque è un post che sa di poetico, desideravo tanto leggere qualcosa del genere... il sogno poi dev'essere stato fantastico, vorrei farne anch'io di così armoniosi..
    Ti abbraccio forte, non lasciare che il cibo ti rovini♥

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  8. stai provando a guardarti infondo... e ahimè sappiamo cosa si trova sul fondo: tutto ciò che abbiamo nascosto agli altri e a noi stesse per anni e anni, ricorrendo ai dca e ai sintomi legati ad essi.
    Non deve esser facile,,, con il cuore ti dico di vivere anche questo. E' dai momenti più difficili che impariamo tante cose.
    un abbraccio forte
    pulce

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  9. Mi sono smarrita mia cara e devo ancora ricomporre i miei pezzi..spero di farcela non so..ma non disperare
    Tutti abbiamo motivi per sentirci come ti senti tu, credimi, ma bisogna reagire come se fosse facile ..credimi..lo so non lo è, ma si deve riuscire per noi , non per gli altri e quando meno te lo aspetti il gioco riesce, vedrai. Mi sono iscritta con infinito piacere.
    Felice se vorrai ricambiarmi...Un abbraccio forte
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

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  10. Ti copio-incollo un messaggio che mi ha scritto un'amica, citazione da un libro che sta leggendo (e che le ho regalato io) che calza a pennello con come ti senti tu e come mi sento io.

    "Ci sono giorni in cui il vuoto morde il petto e il nulla logora le viscere, so che dovrei darmi una mossa ma tutto quel vuoto e quel nulla mi paralizzano. Non sono contento, eppure non mi manca nulla. Non so neppure come faccia a starci tutto questo spazio vuoto dentro di me. Sangue, muscoli, nervi, non lasciano spazio al vuoto e il vuoto in fisica non esiste, tuttavia dentro di me se ne annida almeno qualche centimetro cubo, non visto, celato, quasi di contrabbando."

    Non lasciarti sprofondare nel fondo in cui guardi, cerca di restare a galla, in qualsiasi modo.
    Un abbraccio!

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  11. Non sentire più nulla e non riuscire nemmeno a star mare... Ti capisco fin troppo bene, quello che posso dirti è che non sarà sempre così. Ti rialzerai, e riuscirai a raggiungere i tuoi obbiettivi. Sono sicura che ce la farai.
    Ti mando un forte abbraccio <3

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  12. Un giorno riuscirai a sentire dentro di te una spinta che ti riporterà a riprendere in mano la tua vita, un po' come il principio di Archimede, dal fondo verso l'alto.
    E' difficile quando la tua vita è legata così tanto al cibo, anni fa quando persino i miei genitori mi rimproveravano per il mio peso decisi di non mangiare più. Persi kili su kili ma ti assicuro che non stavo bene nemmeno in quel caso, avevo attacchi d'ansia e di dormire non se ne parlava proprio. Attualmente sono 10 kg in più rispetto al mio peso normale, ogni tanto quando qualcosa non mi entra mi complesso e non esco di casa ma poi penso macchisenefrega, mi trucco mi agghindo e cerco di sentirmi meglio.
    Non sempre siamo come vogliamo, ma abbiamo il dovere di provare a diventarlo.
    Per noi stessi.
    Anche tu riuscirai, ne sono sicura.

    ANELLOAPOIS

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  13. Ho appena visto il tuo commento sul mio blog e non potevo non commentare! Come ti ho risposto il motivo per cui non ho più commentato oltre alla mia lunga assenza da blogger è perché, come in questo caso, i tuoi post sono talmente pieni di significato, pieni di ciò che provi... Che ogni mio commento mi sembra così banale! E non riesco a trovare le parole giuste, di fronte a tali sentimenti, a queste parole disposte in un modo così particolare e significativo! Ma, visto che ti fanno piacere i miei commenti, e per farti sentire che ti leggo sempre e che ti sostengo anch'io in questa lotta commenterò comunque con quello che sento!
    Questo penso che sia uno dei post che hai scritto che mi ha più colpito, inutile dirti che mi ritrovo particolarmente in quello che dici, la non-esistenza. Io personalmente esisto in funzione del cibo e della mia malattia, a volte sento che è l'unico modo di esistere! E capisco come ti senti, forse quello che dovremmo fare tutte è trovare qualcosa che ci faccia ESISTERE, sentire vive e che non sia legato al cibo, il centro dei nostri pensieri e in funzione del quale viviamo. Anche io avverto un vuoto in certi giorni non trovo neanche la forza di piangere come dici tu, ma basta trovare qualcosa di più forte, qualcosa che ci faccia capire che vale la pena esistere! Secondo me è possibile, per la mia esperienza l'amicizia con Sybil che ho trovato qui ha riempito tantissimo di quel vuoto, e adesso sento una ragione per cui esistere!
    Mi sento un po' impotente di fronte alla tua sofferenza... Ma tu esisti, ci sei e fai parte di questo mondo, e non esisti in funzione di una dieta, tu sei molto altro, sei un concentrato di emozioni, che riesci sempre a esprimere...
    Ti abbacchio fortissimo, e mi scuso ancora, ma voglio essere più presente sia sul mio blog che su quello di tutte! Scusa il commento un po' scontato, ma è ciò che sento!
    ❤️

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  14. Ognuno di noi durante il cammino della vita incontra momenti bui, momenti tristi, momenti vuoti e ci si sente impotenti, fragili, ed è proprio in quei momenti di grande smarrimento che nasce lo spirito, la forza, la volontà per affrontare il problema, i disagi, armandoci di buona volontà e grande costanza possiamo riuscirci.
    Non arrenderti, non mollare mai, dentro i tuoi scritti ci sono forti emozioni, c'è forza e voglia di cambiare e ce la farai!!!
    Un forte abbraccio e buona domenica da Beatris

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  15. piccola, mi spiace leggerti così... io quando prendevo peso ero quasi dubbiosa nel veder quanto il mio corpo potesse cambiare o aumentare... mangiavo per vedere se aumentavo... io non lo so cosa scatta nella testa quando si inizia a riprendere peso... è una strana euforia... vorresti morire ma nello stesso tempo non riesci a non mangiare e a non pesarti... che senso ha mangiare e pesarti? sai che ingrassi... e intanto è come se ci volessimo fare del male gratuiti... non sono tagli, non sono morsi... sono dolori a lungo andare... una ferita si rimargina... il peso dell'anima no... o per lo meno il processo di guarigione è molto più lento... dovremmo amarci di più.. da qui avrebbe inizio la nostra rinascita. baci piccola!

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  16. Grazie per essere passata. E' la prima volta che vengo qui e ti giuro che ti vorrei dire qualcosa di più di quello che posso fare. Riconosco molto di ciò che hai scritto. e per quanto mi spieghino ogni volta che le apatie e le tristezze che vivo sono passeggere e sono lì per un motivo, hanno una funzione, quando ci sono dentro è sempre la stessa cosa. Ti lascio, come qualcuno sopra, delle parole non mie, che mi hanno spesso aiutata a riflettere e a tranquillizzarmi. Tieni duro. Mary

    Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infine volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. E' qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia.
    E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. E' una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. E' il tuo sangue, e anche sangue di altri.
    Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia”. (MURAKAMI)

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