incantesimo

Ogni volta che mi confronto col terapeuta,
esce fuori qualcosa di produttivo..
anche se parliamo di tutt'altro.
ma io mi sono accorta che senza di lui,mi perdo.
dico letteralmente.
e la mia perdizione principale è il cibo.
mi ci tuffo proprio.
e ogni volta che risento il medico,
mi devo ricostruire.
e ritrovare.
non riesco a capire cosa voglio!!niente.
quando salvo nelle foto i corpi scheletrici
non realizzo"dovrò essere così!".no.
è come una realtà estranea a me.
ma che devo collezionare.
IL MIO CORPO NON MI APPARTIENE.
è sotto un incantesimo.
questo collezionare bei corpi ha
la stessa funzione degli avatar,cioè il mio immaginarmi storie.
sono io la protagonista.ma non mi appartengono.
e soprattutto non faccio niente perchè diventi possibile come realtà.
sto dentro un incantesimo surreale.
e il mio terapeuta entra in questo mio incantesimo.e mi sveglia.
ma io mi addormento in continuazione.
e nulla ormai è più reale.
anche le mie emozioni sono sotto incantesimo.

Commenti

  1. Perché scegliere corpi scheletrici e non "normali" come il mio o quello di qualsiasi altra donna?
    Il segreto per raggiungere un obiettivo non era fare piccoli passi?
    Dovresti provare a cominciare da Kim Kardashian, ad esempio.. ;)

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  2. Ma guarda, credo sia così per tutti, ognuno in un ambito diverso. Tutti viviamo in un incantesimo che ci tiene a sé, nel bene e nel male. La realtà, in certi casi, non entra se non a sprazzi.

    Moz-.

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  4. Capisco bene la tua sofferenza.
    Vivi dentro di te e la realtà è lontana da te.
    Ascoltarti è come entrare in un mondo altro dove non c è corpo e se non c è il corpo tutto vive nel tuo immaginario. Dai cosi a noi tutti le tue cronache da un mondo fatto di fantasie che hanno sostituito il reale.
    Uno scritto il tuo profondo nell'analisi di te col tuo dottore che fa da Virgilio e ti accompagna fuori dal tuo inferno dolente e imprigionante. E le sbarre dell inferno calmo sono fatte di cibo.
    Ti sono vicino. Realmente vicino.

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  5. Vorrei adesso essere un mago e sbrogliare quell'incantesimo, ma purtroppo non sarò mai Harry Potter, ma sognare di esserlo non costa niente....nella vita comunque tutto può succedere, mai perdere la speranza.

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  6. Anch'io sono bloccata, ma per altre cose e non ho soluzioni, quindi posso capire questa sensazione di stallo in cui ti senti prigioniera e mi dispiace tanto...

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  7. Concordo con Claudia ed aggiungo che incantesimo o no devi lottare

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  8. Immagino la tua sofferenza e mi dispiace tanto, ma tu devi reagire, svegliarti da quell'incantesimo che ti imprigiona, la vita offre opportunità inimmaginabili, Provaci. Un abbraccio.
    sinforosa

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  9. Se ne sei consapevole, sai contro cosa devi lottare:. Sentirsi dentro un incantesimo diventa la scusa comoda che ti racconti per non infrangere questo specchio dietro cui ti nascondi. Non vanificare il lavoro prezioso che fai con il tuo psicoterapeuta.. Butta nel cesso tutti questi inutili avatar: sei molto più e molto meglio di come vuoi vederti..

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  10. Da quel che percepisco, credo sia una questione di controllo, e soprattutto di paura di te stessa.
    Il controllo, o almeno una guida, la cerchi nel terapeuta; lo stesso controllo, lo eserciti nel cercare avatar a cui far vivere meravigliose avventure.

    Mi sembra di capire - anzi, si percepisce in modo chiaro dal tono dei tuoi ultimi post, molto più asciutti, precisi, consapevoli - che il percorso col terapeuta sia così produttivo proprio perché lo fate insieme, il "perdersi", il divagare, è solo apparente... semplicemente, è una strada diversa per arrivare all'obiettivo di capire e capirsi meglio... non è una struttura rigida in cui lui dirige e tu segui, e senza di lui sei perduta.

    Forse anche gli avatar potrebbero essere utili in un certo senso, perché ti permettono di esercitare controllo in modo creativo (potrebbero essere una via per ritornare alla scrittura), di esplorare percorsi di azione (es. cosa farei se fossi nella tal situazione, o incontrassi la tal persona?)... finora sono stati una via di fuga, d'accordo, ma potresti farteli alleati, essere un mezzo familiare per esplorare e rielaborare quanto discusso con il terapeuta.

    Io credo che la fantasia e il controllo, il pianificare, possano essere la peggiore trappola, ma anche un'àncora di salvezza, se imparerai a usarli... sono parti di te che non devi eliminare, ma utilizzare in modo nuovo e più positivo.

    Sono stato molto assente Eleonora, ma ho letto anche il tuo post precedente e sono in costante ammirazione dello sforzo lucido e attento che compi per migliorarti, anche quando significa mettersi a contatto con aspetti dolorosi o spiacevoli.

    E' bello tornare su blogger e leggere di questi progressi, non ti fermare mai ;)

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    1. UAO Tonio GRAZIE!!
      sono stupita.perchè sai credevo proprio non sarei stata capita..
      invece tu..non solo mi hai capita....ma mi hai anche dato indirizzo per
      continuare!!
      grazie di cuore.

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  11. L'incantesimo ha molti aspetti, quando fa tanta strada ci convince d'essere ormai, forse, imbattibile,. Immagino che il tuo terapeuta ti dia linee guida da seguire, immagino anche che l'incantesimo cerchi di tenerti ad esso e non fartele seguire, ogni volta che può.
    Forse un aiuto potrebbe arrivare dal non focalizzare più l' attenzione su corpi troppo magri, forse qualche bella curva, potrebbe pian piano cambiare almeno le regole del l'incantesimo. E il cibo, questo amuco/nemico con cui sembra a volte di dover lottare, nutre quel che siamo, il corpo attraverso il quale ci manifestiamo,, ma a volte diventa mezzo attraverso il quale ci puniamo, ci gratifichiamo, forse per retaggio antico, per quei tempi in cui esso era usato come premio o punizione ma anche perché, con o senza esso, possiamo farci male, ipernutrirci o denutrirci, in un dialogo che va oltre noi ed oltre le parole. Amati, come quando hai visto la luce per la prima volta,, come quando ti sei sentita cullata per la prima volta. Amati come la gioia che hai provato la prima volta che hai visto un fiore, il mare o la campagna. Dovrebbero insegnarcelo ad amarci, dovrebbero spiegarci quanto meraviglioso ed importante sia.
    Ti abbraccio forte

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  12. Quanto ti capisco, è sempre una lotta tra mente e corpo. Due binari diversi. Dovremmo trovare un treno su cui possano salire entrambi e non scendere più

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